Eye Tracking - Migliora il tuo Sito con il Neuromarketing - Eye Studios

Eye Tracking – Migliora il tuo Sito con il Neuromarketing

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Eye Tracking – Migliora il tuo Sito con il Neuromarketing

Che cos’è e Come funziona L’Eye Tracking? 

Capire cosa guarda il tuo utente quando naviga sul tuo sito suona troppo futuristico? Una tecnica presa in prestito dal campo medico-clinico, lo rende possibile: è l’Eye Tracking.

Ecco a te una definizione tecnica: 

L’Eye Tracking, è una tecnica di monitoraggio oculare basata su sorgenti di luce ad infrarossi che consente di rilevare gli aspetti su cui si focalizza l’attenzione di un individuo.

In soldoni: utilizzando l’Eye Tracking puoi capire esattamente cosa interessa ai tuoi utenti. Potrai rispondere alle più difficili domande che ogni azienda con un sito si pone:

  • Cosa gradiscono di più della tua HomePage?
  • Cosa invece li blocca al momento dell’acquisto? 
  • Perché certi prodotti sono più accattivanti ed altri no? 
  • Nelle pagine che hanno un “Collo di Bottiglia”, che problema hanno?
  • Si soffermano a guardare una certa immagine? Che cosa guardano di questa?

Insomma, hai la possibilità di “vedere con gli occhi dell’utente”.
Suona interessante vero? Bene! Alla fine di questo Blog post troverai 3 siti con cui poter implementare l’Eye Tracking in modo gratuito nella tua strategia digitale. 

Eye Tracking per UX Design 

L’Eye Tracking applicato alla progettazione permette di tracciare con precisione l’esperienza d’uso dell’utente, registrando con assoluta affidabilità le aree (parole, grafica, spazi, geometrie ecc.), i tempi e la successione degli spostamenti di ciò che viene “guardato” dall’utente.

Si può registrare il punto fisico su cui si indirizzano gli occhi ma anche dove si focalizza l’attenzione percettiva dell’utente, riportando anche informazioni sull’interazione ottenuta attraverso la registrazione dei clic e dei movimenti del mouse.

Perché usare l’Eye Tracking? 

Includere l’eye-tracking in uno studio di ricerca sull’usabilità può aiutarti a capire:

  • Se mancano elementi chiave dell’interfaccia utente
  • Quali elementi dell’interfaccia distraggono l’attenzione
  • Dove risiedono i problemi
  • Quali contenuti attraggono e quali non sono necessari
  • Come gli utenti raggiungono gli obiettivi

Ovviamente oltre che per la User Experience, questa tecnologia è prettamente sfruttata anche in ambiti: automotive, security, medici, educativi, industriali e molti altri.

Gli esperti hanno individuato due momenti principali:

  1. Fissazione: Il momento in cui la persona si sofferma su un elemento dell’interfaccia utente abbastanza a lungo da elaborarlo.
  2. Saccade: Il momento in cui l’occhio della persona è in movimento, vagando sull’interfaccia senza fissarsi su nulla, dura all’incirca 300ms. 

Dati che si ottengono con l’Eye Tracking

  • Gaze plot: Fornisce dati come il posizionamento dello sguardo, dove la dimensione dei cerchi è direttamente proporzionale alla durata delle fissazioni e all’interno di essi vengono presentati dei numeri, posizionati secondo l’ordine di visualizzazione dei diversi elementi che compongono lo stimolo osservato.
  • Bee swarm: L’espressione richiama il movimento veloce dello sciame affollato delle api,  proprio perché i dati vengono presentati sotto forma di piccoli puntini che  segnalano i puntamenti dello sguardo, di solito appartenenti a diversi soggetti.
  • Cluster: Rappresentano il dato ottenuto attraverso poligoni che mettono in risalto gli agglomerati di fissazioni oculari con le relative percentuali dei partecipanti che si soffermano sulle diverse aree di interesse.
  • Heat map: Identificano come viene distribuita l’attenzione visiva dei visitatori tramite dei colori che vanno dai freddi (scarsa attenzione) verso colori sempre più caldi (massima attenzione).

Secondo gli studi, cosa attira l’attenzione?

L’analisi ha dimostrato come i numeri impostati in grande abbiano attratto molta “attenzione visiva”. Ancora meglio se riportati con colori capaci di distinguersi (in forte contrasto con lo sfondo).

L’utilizzo di figure umane, inoltre, è un modo sicuro per attirare l’attenzione; ma solo se queste trasmettono qualcosa sul messaggio fondamentale, altrimenti il design non ne riscontrerà grandi vantaggi.

6 Strategie di Neuromarketing per la UX Design

  1. Usa le gerarchie per guidare le azioni degli utenti. Più un elemento è grande, più saremo attratti a guardarlo per primo.
  2. Un elemento in forte contrasto con lo sfondo lo rende più evidente e costringe i nostri occhi a concentrarsi su di esso.
  3. Completare gli stessi movimenti visivi ripetutamente nel tempo, porta alla memoria muscolare, quindi tendiamo a seguire lo schema precedentemente individuato.
  4. Quando le immagini vengono utilizzate con altri segnali su una pagina, la guida visiva è un ottimo modo per portare lo sguardo dell’utente dove vuoi che vada.
  5. Siamo stati abituati ad acquisire ed elaborare le informazioni visivamente secondo uno schema a forma di F, quindi all’occhio, risulterà più semplice una visualizzazione di questo genere.
  6. I nostri occhi possono contenere circa 7-9 caratteri per saccade. Ciò significa che ci concentriamo solo sui singoli caratteri piuttosto che su intere parole. Anche se possiamo concentrarci solo su una parola, comprendiamo le parole circostanti e il contesto in cui compaiono. -> Suddividi paragrafi più lunghi con frasi più brevi e concise. I punti elenco rendono il testo visivamente più digeribile. Titoli grandi, centrati e puntuali rendono facile “ottenere il succo” dalla pagina senza dover scorrere alla ricerca di risposte

Come faccio ad usare l’Eye Tracking con poco budget? 

Bene, ora sai come funziona l’Eye Tracking, perché usarlo e quale tipologia di informazioni puoi ricavarne.
Il prossimo passo?
Ovviamente utilizzarlo per migliorare il tuo sito web o quello dei tuoi clienti! 

Eccoti alcuni tool che puoi trovare online per introdurre tips di Neuromarketing nella tua attività: 

  • GazePointer: è uno software di Eye Tracking che ti permette di muovere il tuo cursore con il tuo sguardo. E’ molto facile da installare ma purtroppo si basa sull’utilizzo della telecamera del pc, dunque non permette un’elevata accuratezza dei dati.
  • Ogama: OpenGazeAndMouseAnalyzer, permette di fare un’analisi sia dei movimenti oculari che quelli del mouse. 

Strumenti simili se ne trovano tanti, molti sono a pagamento e molti richiedono l’acquisto di strumenti specifici, molto costosi. 

Se conosci Python o hai con te un team di sviluppatori, allora una soluzione potrebbe essere: OpenGazer, tool che sfrutta la webcam del computer, senza il bisogno di ulteriori acquisti. 

L’eye tracking è una metodologia quantitativa o qualitativa?

Facciamo subito una distinzione: 

  • I dati qualitativi sono principalmente dei dati descrittivi e dunque sono oggetto di una difficile elaborazione ed interpretazione. In sostanza si tratta di esprimere delle qualità di un determinato oggetto d’indagine sotto forma di informazioni testuali attraverso, per lo più, strumenti di indagine non strutturati. 
  • I dati quantitativi, come lascia intendere la parola usata, aiuta alla raccolta di informazioni che si presentano sotto forma numerica. I dati ottenuti, grazie all’utilizzo di strumenti strutturati e standardizzati come per esempio dei test che monitorano il comportamento.

L’Eye Tracking ricade nella seconda categoria. E’ quindi una fonte di dati quantitativi: molto spesso i tool gratuiti (o comunque a basso prezzo) rilasciano heatmap o bee swarm. 

Conclusioni

Il Neuromarketing è un campo di studi in grande fermento, qui ne hai avuto un assaggio.

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