Problem Statement: il Problema di molte Soluzioni è non aver un Problema.

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Nella fase di discovery può capitare di avere poche indicazioni sul problema da risolvere.

In questo caso non bisogna procedere a tentoni, cercando di arrivare subito alla soluzione.

Ma è necessario identificare ed inquadrare correttamente il problema.

Se avessi un’ora per risolvere un problema, utilizzerei 55 minuti per pensare alla giusta domanda e 5 minuti per soluzione. – Albert Einstein

In questo articolo scoprirai quali strumenti possono aiutarti a definire al meglio il problema prima di arrivare alla soluzione.

Cos’è un Problem Statement?

Un Problem Statement è una descrizione concisa del problema che deve essere risolto.

È una buona idea scrivere un Problem Statement all’inizio della fase di discovery, in modo da focalizzare l’intero team sul problema da risolvere.

Il Problem Statement, inoltre, è un ottimo strumento di comunicazione per ottenere il consenso degli stakeholder sulla risoluzione del problema. (un passo più facile verso la soluzione)

Un famoso filosofo e inventore Americano, Charles Kettering, disse:

“Un problema ben enunciato è un problema mezzo risolto”.

Come fare un buon Problem Statement?

Il Problem Statement guiderà il team e fornirà un focus sui bisogni specifici che hai già scoperto, creando una visione globale del problema che permetterà di pensare a nuove idee su come poterlo risolvere.

Un buon Problem Statement, dunque, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Essere formulato come domanda: per incoraggiare il pensiero creativo durante il brainstorming fino alla generazione della soluzione, attraverso l’utilizzo delle domande “How Might We” (HMW).
  • Utilizzare un approccio incentrato sull’utente: la dichiarazione del problema dovrebbe essere inquadrata su utenti specifici a cui la soluzione farà riferimento, per cui è bene capire i loro bisogni ed empatizzare con loro.
  • Ristretto, ma abbastanza ampio per la creatività: il Problem Statement dovrebbe essere poco ampio, per aiutare il team a non perdersi. È importante, però, non concentrarsi troppo sulla specificità della potenziale soluzione, perché questo impedirebbe al team di esplorare aree del problema che potrebbero portare valore e intuizioni.

Come scrivere un Problem Statement impeccabile

Un Problem Statement dovrebbe includere:

  • Il background del problema: quale azienda/business ha incontrato il problema? Perché è sorto il problema? A volte non si conoscono le cause esatte del problema. In questo caso, si può arricchire la dichiarazione del problema dopo aver individuato la sua causa.
  • Le persone colpite dal problema: un problema può colpire gruppi diversi di persone. Nel Problem Statement bisognerebbe specificare come il problema colpisce gli utenti che hai identificato.
  • L’impatto del problema sull’azienda/business: quali saranno le conseguenze di una mancata risoluzione del problema? Quantificare i danni che il problema porterebbe può essere utile per convincere l’organizzazione a risolvere il problema.

Per raccogliere informazioni da usare nel Problem Statement si possono usare diverse tecniche:

Regola delle 5 W

  • Chi è affetto dal problema?
  • Qual è il problema?
  • Dove si verifica il problema?
  • Quando si verifica il problema?
  • Perché si verifica il problema? Perché il problema è importante?

Potresti non avere la risposta a tutte le domande.

In questo caso prosegui la ricerca e modifica il documento quando avrai abbastanza informazioni per rispondere alle domande mancanti.

“How might we” questions

Le “How might we” (HMW) sono domande che hanno il potenziale di generare idee creative. Alcuni esempi di domande HMW sono:

  • Come potremmo fare in modo che più persone paghino le tasse prima della scadenza?
  • Come potremmo aiutare i dipendenti a rimanere produttivi e sani quando lavorano da casa?
  • Come potremmo far sentire ai clienti che le loro informazioni sono al sicuro quando creano un account?

Per scrivere delle buone domande HMW puoi seguire questi consigli:

  • Comincia con i problemi (o intuizioni) che hai scoperto: se il problema è “Gli utenti non sono a conoscenza dell’intera offerta di prodotti”, una buona HMW potrebbe essere “Come potremmo aumentare la consapevolezza dell’intera gamma di prodotti che abbiamo?”
  • Evita di suggerire una soluzione nella tua domanda HMW: inserire una soluzione nella domanda inibisce la generazione di idee.
  • Mantieni le tue domande HMW ampie: più ampia è la domanda, più idee possono essere generate.
  • Scrivi le tue domande HMW sulla base del risultato desiderato: per evitare di risolvere i sintomi dei problemi piuttosto che i problemi alla radice, chiediti se la tua domanda HMW si concentra sul risultato desiderato.
  • Formula le domande HMW in modo positivo: la positività può portare a una maggiore generazione di idee e a maggiore creatività. Preferisci quindi termini come “aumentare”, “creare”, “migliorare” piuttosto che “ridurre”, “rimuovere”, “prevenire”.

Regola dei 5 perché

Questa tecnica consiste nel chiederti continuamente “perché”, in modo da immergerti sempre più a fondo nel problema.

È una tecnica comune nella risoluzione dei problemi.

In questo esempio noto, se un veicolo non parte, ci possiamo chiedere:

  • Perché il veicolo non parte? Perché la batteria è scarica
  • Perché la batteria è scarica? Perché l’alternatore non funziona
  • Perché l’alternatore non funziona? La cinghia dell’alternatore si è rotta
  • Perché si è rotta? Perché ha superato la sua aspettativa di vita e andava sostituita
  • Perché non è stata sostituita? Perché il veicolo non è stato sottoposto a manutenzione secondo il programma di assistenza raccomandato (causa principale).

Il tuo Problem Statement, inoltre, dovrebbe:

  • Non essere una lista non correlata: è chiaro che possono emergere altri problemi correlati al problema individuato, ma una lunga lista di problemi non correlati è un segno che il Problem Statement non è stato scritto nel modo corretto.
  • Non contenere una soluzione: come per le domande HMW, è importante che la domanda non contenga una soluzione, sia perché inibisce la nascita di nuove idee, sia perché non si hanno ancora abbastanza elementi per definire bene il problema.
  • Essere breve: più concisa è la dichiarazione, più sarà efficace. Una dichiarazione breve permetterà a tutti i membri del team di comprenderla rapidamente e correttamente.

Mappe di empatia

Le mappe di empatia sono uno strumento comune nel UX Design.

In questa fase è utile per collegare il team all’utente.

A seconda del tempo a disposizione, per costruire una mappa di empatia si possono svolgere interviste o osservare gli utenti. In ogni caso, tieni a mente i seguenti elementi:

  • Sentire e vedere: che tipo di commenti o concetti incontra l’utente? Cosa dicono le persone con cui l’utente comunica? Cosa fanno le persone che circondano l’utente?
  • Dire e fare: quali sono i commenti e i comportamenti dell’utente? Cosa dice alle altre persone ad alta voce?
  • Pensare e sentire: cosa pensa l’utente? Come reagisce emotivamente ad una situazione? Quali sono i suoi desideri?
  • Dolori e guadagni: cosa provoca frustrazione nell’utente? Cosa trova inutile e deludente nell’esperienza? Cosa, invece, rende felice l’utente? Cosa funziona bene? Cosa porta vantaggi all’utente?

Come usare il Problem Statement

Il Problem Statement può essere usato come punto di partenza per strutturare il tuo lavoro di discovery e ricerca iniziale.

Una volta individuato un obiettivo, diventa più facile sapere quali incognite il tuo team ha ancora davanti.

È importante aggiornare costantemente il Problem Statement, soprattutto se si individuano le cause principali o i potenziali danni che il problema può provocare.

Infine, al termine del processo di discovery, l’enunciato del problema può essere comunicato insieme ai risultati trovati.

Quando ti trovi di fronte ad un problema e non sai da dove cominciare, quindi, comincia a porre le giuste domande e a formulare un Problem Statement e ricorda:

  • Formula domande, non soluzioni: è facile lasciarsi trascinare dall’individuare le funzionalità del prodotto finito, ma queste non faranno altro che distrarti dall’individuare le radici del problema.
  • Chiediti perché: può sembrare banale, ma il “perché” ti aiuta ad analizzare il problema da diversi punti di vista.
  • Rifletti: prenditi tutto il tempo necessario per analizzare il problema e individuare le connessioni e i pattern.

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