UX Research

UX Focus Group: l’importanza nella UX Research

7 Marzo 2023

6 min lettura

Nel processo di design, una delle prime fasi da affrontare all’inizio di un nuovo progetto è la fase di UX Research. Essa, è una parte fondamentale nella progettazione della User Experience (UX) e comprende tutti gli strumenti che hanno l’obiettivo di raccogliere e analizzare i dati. Ovviamente, per avere successo, la fase di ricerca dev’essere […]

Francesca De Rosas

Nel processo di design, una delle prime fasi da affrontare all’inizio di un nuovo progetto è la fase di UX Research.

Essa, è una parte fondamentale nella progettazione della User Experience (UX) e comprende tutti gli strumenti che hanno l’obiettivo di raccogliere e analizzare i dati.

Ovviamente, per avere successo, la fase di ricerca dev’essere approfondita e condotta nel migliore dei modi.

E devi sapere che, non tutte le tecniche di UX Research sono uguali.

Infatti, gli strumenti a disposizione possono fornirci dati qualitativi o quantitativi e possono variare in base a tanti fattori.

Nel settore della User Experience (UX) a volte vengono preferiti metodi di ricerca oggettivi, rispetto a metodo soggettivi e attitudinali.

Tuttavia, entrare in empatia con una persona e comprendere l’intera complessità dell’esperienza non è un passaggio semplice, in quanto vengono incluse emozioni e valori della persona stessa.

Per comprendere questa tipologia di dati, servono strumenti attitudinali, che tendono a mettere in prima linea i pensieri e le opinioni degli utenti. Ed ecco che entra in gioco la tecnica del design focus group.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Cos’è il focus group?

Un focus group è uno strumento di ricerca qualitativa e attitudinale, in cui un facilitatore conduce una conversazione o una riunione con un gruppo di persone che va dai 5 ai 10 partecipanti, della durata di circa di 1 o 2 ore.

Quindi i focus group sono delle interviste, ma con più intervistati contemporaneamente?

NO, i design focus group non sono interviste!

Al contrario, il valore di tale strumento sta proprio nella discussione e nell’interazione che si crea tra i partecipanti.

Esplorando come le persone si sentono, cosa percepiscono e cosa credono.

Ma cosa succede durante le sessioni di focus group? Qual è l’obiettivo?

In una sessione di focus group si discute dei problemi e delle preoccupazioni che gli utenti hanno sulle loro esperienze con un prodotto o servizio.

In realtà, il termine “focus” è riferito al ruolo che ha il facilitatore in quest’attività, ovvero quello di mantenere alta l’attenzione dei partecipanti ponendo una serie di domande su determinati argomenti.

Questo strumento è di grande aiuto per conoscere atteggiamenti, desideri e reazioni al progetto.

A volte, i Focus group possono essere più efficaci per scoprire idee o reazioni, rispetto per esempio alle interviste agli utenti.

In tale attività però, esiste il rischio che i partecipanti si influenzino a vicenda o che impediscano agli altri membri di condividere pensieri sinceri.

Inoltre, possiamo affermare che il focus group nella UX è un buon modo per far emergere idee o informazioni, i cui partecipanti farebbero fatica a condividere individualmente in un’intervista o sondaggio.

Perché accade questo? 

Perché grazie all’interazione con altre persone, possono nascere considerazioni che prima erano date per scontate o che non avevamo mai preso in considerazione.

Grazie ai focus group, abbiamo la possibilità di capire l’importanza di una determinata informazione, guardando semplicemente se i partecipanti sono d’accordo o in disaccordo.

In questo modo, il designer capirà quali informazioni prendere in considerazione durante l’intero processo di progettazione.

Puoi approfondire queste tematiche anche nel nostro corso UX Research Pro.

Quali sono i vantaggi del focus group nella UX?

Come ogni strumento di UX Research, anche il focus group ha i suoi pro e i suoi contro.

Facendo ogni tanto il paragone con interviste o sondaggi, vediamo i motivi per cui è utile considerare il focus group durante la nostra fase di ricerca UX:

  • I partecipanti con prospettive simili possono ricordare un’esperienza in modo dettagliato. Infatti, sentire un’altra persona che parla di un argomento, aiuta a innescare un ricordo o un pensiero che altrimenti sarebbe stato trascurato, per esempio in un’intervista. Questa è la dimostrazione, che non sempre le interviste sono la soluzione corretta per una UX Research approfondita.
  • È un metodo efficiente, in termini di tempo, per il designer che si occupa della ricerca. Invece di dedicare tantissime ore a intervistare più persone come singoli partecipanti, il designer può dedicare al massimo 2 ore per raccogliere diversi punti di vista contemporaneamente.  
  • Se gestito nel modo corretto, possono produrre possibili approfondimenti futuri. A differenza dei sondaggi, che possono limitare il grado di dettaglio delle risposte, il focus group dà la possibilità ai facilitatori di esplorare argomenti in cui i partecipanti si mostrano interessati. Molto utile soprattutto, se si sta cercando di scoprire nuove informazioni su un determinato problema.

Adesso che hai scoperto i vantaggi del focus group nella UX, ti svelo alcuni contesti in cui poter utilizzare questo metodo!

In particolare, lo potresti utilizzare per comprendere le aspettative e i modelli mentali degli utenti, nei workshop di co-creazione con i tuoi clienti, ed infine nella fase di ricerca iniziale per comprendere l’interesse del cliente verso un concept.

Quali sono i limiti del focus group?

Ovviamente, il focus group ha anche i suoi contro. 

Come avrai capito, le dinamiche all’interno di un gruppo possono essere un ottimo modo per conoscere informazioni grazie alle conversazioni che si creano e che si farebbe fatica a percepire individualmente.

Ma è giusto affermare che, spesso i focus group falliscono per l’incapacità dei facilitatori di porre le giuste domande. 

Nel processo di UX design, il focus group è noto per essere problematico, in quanto utilizzato nel modo sbagliato. Ecco alcuni limiti:

  • Non forniscono approfondimenti dettagliati sull’usabilità. Infatti, il design focus group non dà informazioni oggettive sul comportamento degli utenti durante l’utilizzo di un prodotto o servizio. Di conseguenza, non può fornire approfondimenti sull’usabilità. Per questo, è preferibile utilizzare strumenti come i test di usabilità.
  • Gli utenti non sempre sanno cosa  faranno o cosa è meglio per loro. Spesso, durante il focus group, il facilitatore tende a chiedere ai partecipanti se userebbero un determinato prodotto. In questo caso, la domanda non è corretta perché gli esseri umani sono incapaci di prevedere i propri comportamenti. Sarebbe meglio ascoltare preoccupazioni, preferenze o richieste degli utenti in merito a funzionalità, in modo da scoprire le loro esigenze.
  • Le dinamiche di gruppo possono influire sulle informazioni che le persone condividono. Le personalità forti all’interno di una sessione di design focus group, possono monopolizzare la conversazione, influenzando ciò che viene condiviso. Per evitare di creare tali situazioni, e di conseguenza di avere informazioni inaffidabili, è fondamentale non dare voce solo a personalità forti, ma coinvolgere l’intero gruppo. 

Come facilitare un focus group efficace?

Come abbiamo visto poco fa, una delle problematiche che emergono dal focus group è legata al coinvolgimento dei partecipanti e dall’influenza che personalità forti possono avere nell’intero gruppo. 

Ecco, sta emergendo qual è la parte più complicata della facilitazione di un focus group!

Infatti, facilitare un design focus group richiede l’utilizzo di domande, esercizi e altri strumenti che contribuiscono allo sviluppo della discussione e conversazione.

Ma, essendo un focus group composto da varie personalità, è fondamentale che il facilitatore coinvolga tutti i partecipanti, evitando che alcuni di essi gestiscano l’intera discussione.

Il facilitatore ha una grande responsabilità per avviare e mantenere la discussione verso la strada giusta, senza sembrare prepotente o maleducato.

Per svolgere un design focus group efficace, è bene seguire alcune best practice. Vediamole insieme!

Scegliere i partecipanti

Recluta partecipanti che rappresentino il tuo target di riferimento del progetto. Per questo devi capire a quale specifico segmento di utenti sei interessato!

Chiediti chi sono gli utenti che possono rispondere alle tue domande di ricerca.

Se hai le idee chiare, puoi iniziare a trovare i tuoi partecipanti. In caso contrario, se ti trovi alle prime fasi e ancora non sai nello specifico il tuo target, mira ad avere un gruppo di partecipanti diversificato, ma che faccia riferimento al mercato del tuo prodotto o servizio.

Mettere le persone a loro agio

Metti i partecipanti a loro agio in modo che partecipino attivamente.

Mentre pianifichi le attività del focus group, devi ricordarti che è possibile che i partecipanti non si conoscono tra di loro. Inizia ogni sessione con un giro di presentazioni.

Si, anche tu devi presentarti!

Puoi prendere in considerazione l’idea di far svolgere brevi esercizi di riscaldamento, anche non legati all’argomento che verrà affrontato poco dopo.

In questo modo, inizierai a strutturare un rapporto di fiducia con i partecipanti.

Guidare la sessione

Crea una guida scritta per ogni sessione di focus group.

Considera la guida come tale. Questa ti dovrà aiutare a rimanere sulla strada giusta, ma sarà difficile seguirla alla lettera. Infatti, cerca di indirizzare il tono e le domande, in base a come procede la discussione.

É bene sapere che le domande che dovrai porre durante la sessione del focus group, devono essere inizialmente ampie e aperte per far emergere, mentre la conversazione procede, i dettagli dei concetti principali.

Poni domande di followup, sia positive sia negative, evitando così di guidare i partecipanti.

Facilita l’analisi

Prendi appunti per semplificare l’analisi futura.

Durante la sessione di focus group è consigliato registrare la discussione, in quanto spesso le conversazioni sono complesse per poter prendere appunti al momento.

Ovviamente, per la registrazione devi chiedere il consenso ai partecipanti.

Puoi chiedere ad un membro del tuo team di aiutarti sia a prendere appunti sia a controllare l’orario.

Conclusione

In conclusione, la chiave per ottenere vantaggi e benefici da una sessione di focus group, evitando il più possibile i limiti che esso può portare, è avere un piano che sia composto da una giusta combinazione di tecniche di ricerca.

Infatti, anche se l’obiettivo della tua ricerca è qualitativa, il focus group è uno strumento che raramente viene utilizzato da solo.

Per esempio, dopo aver svolto la sessione di design focus group, le interviste sono un altro approccio utile per la ricerca qualitativa se hai necessità di avere risposte e motivazioni ancora più dettagliate.

Tuttavia, devi ricordarti che durante la UX Research, il design focus group ci aiuta a valutare atteggiamenti o guidare l’esplorazione futura della ricerca, ma non ha l’obiettivo di prevedere il comportamento futuro dei nostri utenti.

Il design focus group può essere considerato come un punto di partenza per la nostra ricerca.

Se hai bisogno di un supporto con il tuo prodotto digitale, puoi contattarci oppure approfondire e migliorare le sue competenze nei nostri corsi di formazione.


Francesca De Rosas

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